He who refuses to take part in modern mediocrity will forever stand alone, an outcast. He’s the bringer of a change, changes that instill fear in all who go with fashion’s flow.Their power comes from others, not from within. They are false! Woe unto them for the bringers of change have banded together. The time is now! We cannot be stopped! We are riding up,
riding hard on the will of the people. The battle rages – Choose your side.
Forever. Fighting the World.
HDA, nuovo esoterico acronimo che sta per High Definition Addiction, ovvero il perchè siamo tutti dipendenti dall’ alta definizione; recenti studi condotti dimostrano che 4 individui su 5 parlano abitualmente
di alta definizione e hanno acquistato o sono propensi a farlo, un televisore HD ready,
tuttavia appena 1 degli individui sopracitati sa realmente che cosa significhi, ma allora perchè spendere tanti euri in più per l’ acquisto di uno di questi straordinari televisori o lettori? La risposta è insita nella mente di ognuno di noi, è naturale, un istinto primitivo, è la stessa ragione per la quale la gente tende a scaricare file audio con un bitrate altissimo (ed una conseguente occupazione di memoria proporzionale) pur non distinguendolo da uno stesso file con bitrate abbassato (le persone in grado di distinguere i bitrate sono pochissime, quanto quelle con l’ orecchio “assoluto”) la ragione è che noi, in quanto esseri umani, di conseguenza imperfetti, ricerchiamo costantemente la perfezione in ciò che circonda, dalla fidanzata al televisore, come recitava una famosa pubblicità…Con l’ avvento dei calcolatori ed la seguente nascita dell’ IT una nuova porta (anzi un portone) si è aperta ala nostra fame di pixel, ed esattamente come un bravo genitore fa’ con il figlio così noi stiamo cercando di ricreare la perfezione nel mondo virtuale, illudendoci che usufruendone tale perfezione si estenda anche a noi stessi…Ed ora una piccola riflessione, quanti di voi stanno leggendo queste parole con uno schermo HD?
E’ ormai consolidato che la virtualizzazione rappresenta un potente strumento informatico, utile sia alle grandi aziende che hai piccoli webserver; in sostanza il concetto di virtualizzazione si basa sulla creazione di una risorsa virtuale normalmente disponibile fisicamente, sia hardware che software. La virtualizzazione più diffusa è quella detta paravirtualizzazione, che cioè la macchina virtuale non simula un determinato hardware ma offre speciali API che richiedono modifiche nel sistema operativo, ed è proprio questa la funzione che offre XEN, un monitor di macchine virtuali (in gergo hypervisor), in sostanza una sorta di sottosistema che regola il funzionamento di altri sistemi, virtualizzati, con un kernel appositamente modificato. Ovviamente le potenzialità e gli usi possibili di questa tecnologia sono tantissimi, inclusi quelli relativi alla sicurezza, dopotutto virtualizzando un sistema lo si isola ulteriormente dal resto della rete e cosa è più sicuro di un sistema isolato? Questo è stato iol ragionamento fatto dall’ utente di OpenBSD che nella mailing list ufficiale ha chiesto informazioni a proposito di eventuali progetti per integrare il supporto a XEN nel kernel di OpenBSD, nello stesso post esponeva poi i vantaggi derivanti dalla virtualizzazione; è presto giunta la dura risposta di Theo de Raadt, il capo indiscusso del progetto OpenBSD:
You’ve been smoking something really mind altering, and I think you should share it.
Devi esserti proprio fumato qualcosa che ti ha dato alla testa, penso che dovresti passarcela.
A parte la colorita risposta da ghetto de Raadt rende nota la sua opinione al riguardo,
spiegando che nessuna virtualizzazione può garantire realmente un totale isolamento del sistema, poichè questo succederebbe solo se l’ architettura sottostante fosse in grado di fare ciò, il che renderebbe l’ intero processo inutile o quasi. Prosegue poi dicendo che se nessuno è in grado di scrivere un sistema esente da errori come si può affermare che i livelli introdotti dalla virtualizzazione siano esenti da bachi? Che senso avrebbe sommare gli errori di un hypervisor (in questo caso XEN) a quelli di un altro sistema e così via? Non va poi per il sottile dicendo che la virtualizzazione attrae per le sue “confezioni colorate” e non per le sue reali potenzialità, poichè non è in grado di mantenere quello che promette, poichè aumenta il consumo di risorse e non migliora affatto la gestione, non garantendo alcun aumento della sicurezza. A questo punto non ci si può far a meno di chiederà se i più lungimiranti saranno stati i sostenitori di XEN o il team di de Raadt.
OpenSolaris Project: Indiana Developer Preview
Pubblicato novembre 3, 2007 Senza Categoria Lascia un commento
Sun scopre il velo che teneva celata al mondo la nuova versione del suo sistema operativo open source, OpenSolaris. La nuova versione, prima milestone del Progetto Indiana, prende il nome di OpenSolaris Developer Preview, è stata rilasciata sotto forma di Live/Install CD solo per processori x86 liberamente scaricabile da qui. Come dice il nome è una Beta dedicata agli sviluppatori, instabile e soggetta a possibili perdite di dati. Una volta scaricata la ISO dal mirror ed avviata ci troveremo davanti ad un sistema simile alla maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux, di default sono installati Gnome 2.2, il sistema base GNU e la Bash. Il File System utilizzato è ZFS ed il package manager è IPS (Image packing system, un tool molto simile ad apt-get), l’ installer viluppato da Sun è Caiman; vi rimando al sito ufficiale per ulteriori dettagli
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la rete e abbia navigato di recente su qualche blog non avrà potuto fare a meno di incappare nelle numerosissime storielle su Chuck Norris, le cosidette ”Facts”, che alcuni mesi fa hanno letteralmente invaso
la rete; il simpatico amministratore del blog Linux Screw ne ha proposto una versione riguardante il Sommo Creatore, Linus Torvalds, di seguito troverete tradotti le più
spassose, badate bene che comunque con la traduzione perdono l’ ilarità dell’originale
Una volta Linus Torvalds ha trovato un errore di segmentazione nell’ universo.
Linus Torvalds può digitare kill -9 ed uccidere Chuck Norris.Linus Torvalds non muore, ritorna semplicemente 0.
Il primo programma scritto da Linus Torvalds è stata un Intelligenza Artificiale.
Linus Torvalds può essere diviso per 0.
Linus Torvalds fa girare Linux sia sul suo Tostapane che sul suo Orologio.
Linus Torvalds non riceve mai messaggi d’ errore.
Non esiste nessuna teoria delle probabilità, solo una lista di eventi che Linus Torvalds lascia succedere. Linus Torvalds non dorme. Lui Programma.Linus Torvalds naviga su Internet utilizzando solamente netcat
Linus Torvalds può eseguire videogiochi 3D nella sua testa, interpretando il codice sorgente in tempo reale.
Linus Torvalds non ha studiato all’ Università di Helsinki, l’ Università di Helsinki ha studiato da Linus Torvalds.
Linus Torvalds non necessità di alcun Bootloader.
Linus è reale, a meno che non sia dichiarato di tipo Integer
Linus Torvalds non ha bisogno dipremere la leva del WC, semplicemente dice make clean.
Linus Torvalds non ha dipendenze.
A Linus Torvalds basta dare un’ occhiata al tuo Desktop per sapere quali siti porno hai visitato. Negli ultimi 10 anni.
Non ci sono pagine man per Linus Torvalds, solo pagine god
Linus Torvalds può eseguire un ciclo infinito in 5 secondi. Nella sua testa.
Linus Torvalds non ha bisogno di montare le sue periferiche.
Linus Torvalds non esegue mai un debug, i suo programmi sono sempre perfetti.
Linus Torvalds ha conquistato il mondo, la Microsoft è solo un diversivo per non far sospettare di un programmatore Finlandese di mezz’ età.
Linus Torvalds non ha reso Linux disponibile per gli i386, la Intel ha reso gli i386 disponibili per Linux.
Le persone pregano Gesù, ma Gesù prega Linus Torvalds.
Linus Torvalds è più potente dell’ utente root.
Linus Torvalds ha solo 2 bottoni sulla sua tastiera: 0 e 1.
Linus Torvalds non usa il GCC, lui_scrive_binario.
Non è passato neppure un mese dal rilascio di Gusty Gibbon (Ubuntu 7.10) che già si sente parlare della versione successiva, la 8.04, nome in codice Hardy-Haron sarà una distribuzione LTS (Long Time Support) e verrà supportata per i consueti 5 anni per la versione server ed i 3 per la versione desktop. Le features che presenterà questa incarnazione della distro Canonical sono ancora in balia di rumors infondati e dichiarazioni premature, tuttavia sembra che il team di sviluppo si sia focalizzato sulla gestione di volumi criptati ed un miglior supporto hardware, il tutto in una nuova e
rivoluzionaria veste grafica.
Un particolare Accorgimento è stato fatto affinchè Kubuntu abbia le stesse features
della controparte Gnome. Parte oggi l’ Ubuntu Developers Summit, in cui si realizzerà la roadmap della nuova versione del sistema.
Il sistema operativo blindato per eccellenza viene rilasciato oggi nella sua ventiduesima incarnazione dal team di sviluppo capitanato dal grande Teo de Raadt; le novità non deludono e sono ovviamente tantissime, a cominciare da un ampliamento del parco hardware supportato, seguono una migliore e più efficente gestione delle partizioni e miglioramenti apportati anche a OpenSSH e a FFS2, sono inoltre disponibili oltre 4.500 ports di applicazioni non native. Ovviamente le novità non finiscono qui, vi rimando all’ annuncio della release per la lista completa ed al sito ufficiale del progetto per l’ aquisto od il download del sistema.
Installare, configurare e utilizzare il Bluetooth su sistemi GNU/Linux
Pubblicato ottobre 28, 2007 Senza Categoria Lascia un commento
Il Bluetooth è un protocollo industriale per reti personali senza fili (WPAN, Wireless Personal Area Network), è stato sviluppato nel 1999 da Ericsson ed in seguito formalizzato dal SIG (Special Interest Group, un gruppo formato da Sony Ericsson, Nokia, Intel e Toshiba) , da alcuni anni è ormai lo standard de facto per quanto riguarda la comunicazione a breve distanza di PDA, Smartphone, Laptop, Auricolari e GPS. Il protocollo lavora nelle frequenze libere dei 2.45 GHz, per ridurre le interferenze divide la banda in 79 canali che fa comunicare ttra loro 1600 volte al secondo, la versione corrente è in grado di traferire dati ad una velocità di 2.1 Mbit/s.
La prima cosa da fare per installare il Bluetooth sul nostro sistema è scaricare il pacchetto bluez-libs dal sito del progetto (www.bluez.org) ed in seguito installarlo con la normale procedura d’ installazione:
tar -xzvf bluez-libs-3.22.tar.gz
cd blue-libs-3.22
./configure --prefix=/usr
make
make install
Eseguiamo la stessa procedura per il pacchetto bluez-utils, una volta scompattato applicate la patch che trovate all’ interno:
tar -xzvf bluez-utils-3.22.tar.gz
cd bluez-utils-3.22
patch -Np -i .../bluepin.patch
./configure --prefix=/usr --sysconfdir=/etc --enable-pcmcia
make
make install
Il prossimo step da portare a termine è l’ installazione di OpenObex, un implementazione del protocollo Object Exchange, conosciuto anche con il nome di Obex, un protocollo di sessione assimilabile ad un protocollo HTTP binario, il paccheto è prelevabile da SourceForge o dal sito ufficiale del progetto (www.openobex.org); una volta scaricato digitate da terminale:
tar -xzvf openobex-1.3.tar.gz
cd openobex-1.3
./configure --enable-apps
--enable-irda
--enable-bluetooth
--enable-usb
--prefix=/usr
make
make install
Dopo aver fatto tutto questo torniamo sul sito del progetto e scarichiamo Obexftp, giunto alla versione 0.2, una volta scaricato digitiamo da terminale:
export OPENOBEX_LIBS="-L/usr/lib -lopenobex"
export OPENOBEX_CFLAGS="-l/usr/include/openobex/"
tar -xzvf obexftp-0.2.tar.gz
cd obexftp-0.2
./configure --prefix=/usr
make
make install
L ultima installazione da portare a termine è quella di obexfs,prelevabile sempre sia da SourceForge che dal sito ufficiale, scaricatelo e sempre da terminale eseguite le operazioni necessarie:
export OPENOBEX_LIBS='openobex-config --libs'
export OPENOBEX_CFLAGS='openobex-config --cflags'
tar -xzvf obexfs-0.8.tar.gz
cd obexfs-0.8
./configure --prefix=/usr
make
make install
E con quest’ ultimo passo abbiamo terminato le installazioni necessarie, ora non ci resta che configurare il sistema per l’ utilizzo del protocollo Bluetooth, quindi andiamo ad esaminare i tre files di configurazione:/etc/bluetooth/hcid.conf, /etc/bluetooth/pin e /etc/bluetoothrfcomm.conf. Il file hcid.conf è suddiso in più sezioni, le più significative sono quelle relative al Security Manager, dove potremo decidere se la connessione sarà protetta da un codice PIN o meno e quella al Local Device Name, dove potremo impostare un nome per il dispositivo associato, i restanti due files contengono rispettivamente il codice PIN impostato e le frequenze radio su cui opera il protocollo di connessione, le impostazioni di default vanno bene per la gran parte dei dispositivi, è quindi altamente sconsigliabile operare in queste zone senza sapere esattamente ciò che si sta facendo. Per avviare i servizi installati saràsufficiente digitare da terminale:
/etc/init.d/bluetooth start
Ora siamo pronti per inviare o prelevare file utilizzando il sistema di connessione appena installato, esaminiamo la stringa da digitare da terminale per inviare il file xxx.txt al dispositivo y con ObexFtp:
obexftp -b macaddress -Bzz -p xxx.txt
Nel comando -Bzz, a zz va sostituito il numero identificativo della frequenza su cui stiamo lavorando, per scoprirlo basta digitare:
hcitool inq
-p sta per put ed indica che vogliamo inviare il file, per prelevarlo basta utilizzare -g (get).
Installare Adobe Flash Player su Ubuntu Linux 7.04 (Feisty)
Pubblicato ottobre 20, 2007 Senza Categoria Lascia un commento
La tecnologia Flash sviluppata dagli Adobe-Labs viene ormai utilizzata per realizzare qualsiasi contenuto multimediale per pagine web, è quindi fondemantale avere i plugin per la corretta visualizzazione installati sul proprio sistema, in questa guida illustrerò come installare correttamente il Flash Player in ambiente Ubuntu Linux 7.04 ed integrarla al browser di default (Mozilla Firefox).
Innanzitutto è necessario scaricare l’ archivio flash-plugin.tar.gz dal sito della Adobe, in seguito tramite il Terminale spostatevi nella directory in cui avete scaricato l’ archivio ed estraete i file:
cd /home/user/Desktop
tar -xzvf flash-plugin.tar.gz
successivamente, sempre tramite Terminale, spostatevi nella cartella estratta e compilate il file lì contenuto:
cd /home/user/Desktop/install_flash
sudo ./flashplayer-installer
A questo punto partirà l’ installer, premete invio finchè non vi verrà richiesto il percorso di installazione, quindi digitate:
/usr/lib/firefox
premete un ultima volta invio e l’ installazione verrà conclusa, per verificare che tutto è andato correttamente aprite Firefox e nella barra degli indirizzi digitate:
about:plugin
verranno visualizzati tutti i plugin installati e tra questi,se tutto è andato nel verso giusto, ci dovrebbe essere anche Adobe Flash Player.
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